LA STORIA

A causa del freddo intenso, che fece gelare l’acqua, la ruota del mulino non girò ma era bello lo stesso. Dio sia lodato!
Ora è un piccolo presepe, mancano ancora molte case, ma ha già un’impronta particolare.
Le persone lo apprezzano e si meravigliano iniziano a passare parola.
Come primo anno abbiamo contato circa 2500 visitatori e questo ci ha stimolato a fare cose nuove.
Lo spazio non mancava, la volontà neanche: certo, bisognava convincere le persone a dare una mano, a cercare altri collaboratori perchè le previsioni di lavoro stavano diventando un poco ambiziose e questo presepe che comincia a diventare un villaggio non può interrompersi.
Si costruiscono nuove casette, si creano nuovi passaggi, il terreno lo permette, ma certo bisogna fare muri, muretti, inoltre occorrono molte pietre, bisogna cercarle, perchè anche se siamo circondati da pietre, non è facile trovarle sul posto.
Nei mesi di Maggio-Giugno si ricomincia il lavoro, altre persone si aggregano: Bruno Olcese, per esempio, col suo trattore ad ogni occasione ci trasporta le pietre che abbiamo cercato un po’ ovunque, anche nei fossi, e di pietre ne occorrono molte, sopratutto per la costruzione dei muri non sono mai abbastanza.
Si unisce al gruppo già formato anche Giacomo della Teita, mette a disposizione la sua capacità e la sua forza, molte cose diventano più semplici.
Il tutto si trasforma e assume un aspetto sempre più interessante.
Il buon e caro Giuse, ora non più fra noi, ci facilita il lavoro costruendo una teleferica il cui funzionamento è affidato alle braccia di Franco Simonini permettendo il trasporto di tutto il materiale dall’alto verso il basso.