LA STORIA

Così dopo aver pensato e ripensato con non poca preoccupazione, anche perchè ero consapevole del fatto che avrei potuto trovarmi nelle canne, decisi di buttarmi a capofitto nella costruzione di questo particolare presepe.
Non avevo le idee molto chiare non potei fare un progetto vero e proprio di tutta l’area ma mi affidai al mio spirito creativo e di giorno in giorno (tante volte anche di notte) mi cimentavo a fare schizzi e schizzetti e a pensare a come avrei potuto sviluppare e realizzare quanto la volontà e la grande voglia mi spingeva a fare.
Questo mio modo un po’ improprio di proseguire nei lavori mi causò non pochi problemi con chi era abituato a lavorare in maniera diversa; ma la buona volontà e il buon senso da parte di tutti hanno sempre avuto la meglio e per questo sono grato a tutti i miei collaboratori.
Cominciai a costruire la prima casetta che doveva servire un po’ da prova per me e come campionario per coloro a cui avrei chiesto aiuto.
Non fu facile coinvolgere subito altre persone anche se tutti si mostravano compiaciuti dell’idea ma c’era una certa titubanza a dire subito di sì: cosa poteva essere mai un presepe…
Dopo la prima casetta, venne la seconda e poi la terza, il tempo passava ed ecco spuntare Gino che si rese disponibile a dare una mano compatibilmente con i suoi impegni di lavoro.