LA STORIA

Questo mi diede un po’ di coraggio e così continuammo il lavoro a due. Tutta un ‘altra cosa… si lavorava meglio e si rendeva di più, quando passava qualcuno ci guardavamo ironicamente come per dire: sta arrivando un aiuto… invece non era vero e allora proseguivamo tranquillamente il nostro lavoro.
Mancava qualche mese al primo Natale, quello cioè del 2001 e qualcosa di buono avevamo già fatto, ma non bastava per poter decidere l’apertura alle visite. Bisognava realizzare un passaggio tranquillo e sicuro per i visitatori con stradine e staccionate.
Bisognava disporre di un minimo d’illuminazione, bisognava creare un qualcosa per portare l’acqua al mulino, cose piuttosto impegnative che non si potevano improvvisare.Bisognava pensare a un po’ di pubblicità: parlare ai giornali, stampare locandine e provvedere alla loro esposizione: per tutta questa marea di cose c’era bisogno di tante altre persone capaci e con buona volontà.
La mia testa incominciava a fumare, non era per niente facile riuscire a realizzare tutto questo in poco tempo ma la voglia di aprire era tanta e rimandare di un anno l’apertura significava perdere un anno di tempo: prima la gente lo sapeva, meglio era.
Così rifeci un appello accorato e insistente a tutte quelle persone che ritenevo potessero decidere di collaborare e poco a poco qualcuno si associava perchè vedeva che la cosa era seria.
Gianni e Franco di Feli si dedicarono a fare la staccionata.
Tilliu ù bancà provvide a costruire un piccolo ingresso in legno, Franco ù pustìn fece da “boccia “ a tutti.
Il compianto Silvano Porchetto, al quale va un caro ricordo, provvide a creare la ruota del mulino, il tetto dello stesso e alcune piccole porte. Luciano Carbone provvide all’impianto dell’acqua per il mulino e all’illuminazione di tutto l’insieme.
Altri volenterosi dettero una mano come potevano. Un po’ di confusione era inevitabile, la zona interessata ai lavori sembrava un campo di battaglia.
Nessuno pensava che si potesse arrivare in tempo ma chissà per quale intervento soprannaturale, la vigilia di Natale, con grande meraviglia di tutti e sopratutto mia, si aprì e si benedisse il presepe, dopo la Santa Messa di mezzanotte, con grande felicità di Don Alfonso.